LA MAGISTRATURA IN ITALIA – Un esempio da non seguire!

La nostra povera Patria soffre di tanti problemi, alcuni endemici, altri frutto dei tempi moderni; problemi che ne impediscono il decollo, problemi che ne condizionano lo sviluppo e la prosperità che meriterebbe. Certo, alcuni sono dovuti a noi stessi, alla nostra mentalità, al nostro scarso amor proprio, alla nostra scarsa “dignità” di popolo; quando ci ricordiamo di essere italiani solo durante il campionato mondiale di calcio e ce ne dimentichiamo invece quando si tratta di difendere interessi nazionali, non diamo un buon esempio!

Ma fra i tanti problemi che abbiamo c’è ne è uno che prescinde dalla crisi finanziaria, dalla crisi mondiale, dalle penalizzazioni derivanti dall’essere in Europa; esso è nato in Italia e dipende solo ed esclusivamente da noi Italiani;  ed è un grosso problema perché interessa tutti i gangli dello Stato e dei cittadini, è come un cancro che si è ramificato ovunque: questo grosso problema ha un nome ben preciso: MAGISTRATURA. E ce lo siamo creato noi! Non possiamo incolpare nessuno se non noi stessi.

La nostra magistratura, pur con lodevoli numerose eccezioni, è veramente unica al mondo: un potere autoreferenziale, intoccabile, che si occupa di tutto e di tutti, che ama fare il lavoro degli altri più che il proprio, che non paga mai per gli innumerevoli errori commessi, che si ritiene al di sopra dello Stato, in cui tutti sono colpevoli fino a dimostrazione contraria. Con le sue ramificazioni ed effetti si è insinuata in tutti i gangli dello Stato, ne condiziona in un modo o nell’altro gli atti, le delibere, il comportamento privato, lo sviluppo, la libera iniziativa, la capacità di innovazione, gli investimenti.

“Chiunque abbia potere è portato ad abusarne…..” scriveva Montesquieu già nel 1748 e sulla base di questo principio teorizzava la Divisione dei Poteri – Legislativo, Esecutivo, Giudiziario – per limitare gli abusi di potere; questo concetto è alla base di uno Stato moderno, ma da noi è una mera chimera! Alla magistratura competerebbe solo il potere giudiziario. E invece interviene su potere legislativo (del parlamento) e su quello esecutivo (del governo), cercando di condizionarli, cercando di far fare leggi a loro confacenti e ostacolare quelle tendenti a limitare il loro potere!

I più anziani ricorderanno che l’ascesa di questo enorme potere iniziò negli anni ’60, con i famosi “pretori d’assalto”; ricordate quei giovani magistrati presuntuosi e arroganti, quasi tutti formati alla scuola del PCI, che legiferavano in tutto e per tutto? Bastava un oscuro pretore di un oscuro paesello per bloccare un’opera di interesse nazionale! Chiudevano fabbriche dalla mattina alla sera perché magari sversavano qualche liquido tossico, senza preoccuparsi che così facendo mettevano sulla strada centinaia di famiglie, invece di intervenire in modo mirato facendo cessare il reato ma salvaguardando l’operatività della fabbrica; intervenivano su casi di corruzione presunta o reale bloccando opere strutturali per il Paese, bloccando ponti, autostrade, ospedali e lasciando che le strutture marcissero con gli anni, invece di colpire in modo chirurgico i rei salvaguardando però lo sviluppo delle opere. Il loro operato veniva prima di tutto, il loro operato era sacro; poi se migliaia di famiglie erano sulla strada, se migliaia di malati non trovavano ricovero, se lo sviluppo nazionale veniva rallentato per mancanza di grandi opere, chi se ne fregava?? L’importante era applicare la giustizia, la “loro” giustizia, alla Saint Just! Erano i tempi in cui un noto magistrato diceva “ nella disputa fra un operaio e un padrone l’operaio ha sempre ragione!” Lenin non poteva esprimersi più chiaramente!

E poi venne tangentopoli ricordate? Quella mega operazione di distruzione del sistema politico allora vigente basato sulla cooperazione fra Democrazia Cristiana e partito Socialista per spianare la strada all’avanzata del partito comunista e dei suoi satelliti; e il tutto nel nome della lotta alla corruzione! Si scavava con sacro furore nei finanziamenti illeciti delle industrie ai partiti tradizionali;  per contro si passava sopra, con noncuranza, sul fatto ben più grave dei  finanziamenti di un Paese straniero al PCI e satelliti! Dirigenti di industria e politici venivano gettati in carcere insieme a criminali incalliti finché non “confessavano” quello che questi difensori della nostra legalità volevano sentirsi dire; e chi se ne fregava se alcuni di questi signori prelevati al mattino presto, ammanettati, mostrati al pubblico ludibrio  e gettati in cella insieme a assassini e stupratori, non ce la faceva più e si suicidava! E non furono pochi! L’importante era che risuonasse sempre il “tintinnio di manette”, perché tutti, tranne loro, erano colpevoli se non riuscivano a dimostrare la propria innocenza, capovolgendo così un principio giuridico fondamentale, che tutti si è innocenti fino a prova contraria!

E così una intera classe politica con tanti demeriti ma anche tanti meriti venne distrutta da questi difensori del bene comune! E nessuno poteva dire niente; guai se ti azzardavi ad uscire dal loro coro; eri subito additato quale nemico del popolo! Chiunque provasse a limitare il loro potere e a farli rientrare un po’ nei ranghi riceveva subito un avviso di garanzia e questo stroncava qualunque ulteriore iniziativa, perché se ricevevi questo avviso voleva dire che eri indagato e se la magistratura ti indaga ci sarà pure un motivo no? Mica ti indaga per niente o a fini strumentali! Era questo il comune pensare e, purtroppo, lo è ancora oggi in larghe fasce di popolazione.

E con gli avvisi di garanzia si è fatta politica; si sono distrutti governi ritenuti nemici dei magistrati, si sono distrutte persone che avevano il solo torto di “essere contro”, si è ostacolato lo sviluppo del Paese per qualche mazzetta presunta o reale, si è distrutto il concetto di “real politik nazionale” che è l’unico concetto che salvaguardia gli interessi delle Nazioni. Perché il principio era ed è: “io intanto ti indago per un qualunque motivo che non devo giustificare, tanto potrai poi dimostrare di essere innocente in un’aula di tribunale! Che mi importa se devi prendere un avvocato, pagarlo, rinunciare al tuo incarico, aspettare qualche anno?” E’ così che la maggioranza dei nostri magistrati ragionava e ragiona! Perché loro sono al di sopra, hanno il potere e, nel peggiore dei casi, verranno giudicati dai loro stessi colleghi! E siccome tutti abbiamo un piccolo scheletro nell’armadio, non devono temere niente; io aiuto te e tu aiuti me!

E infatti quando sbagliano, perché anche i magistrati sbagliano e non poco, nessuno paga! Con un referendum fatto anni fa e vinto con percentuali bulgare, fu stabilita la responsabilità civile di un magistrato quando sbaglia; notare solo “civile” e non anche “penale”; qualunque altro cittadino o professionista, medico, avvocato, ingegnere, geologo, fabbro, muratore, se sbaglia sul proprio lavoro ne risponde civilmente e penalmente; il magistrato no, solo civilmente! E comunque, anche con il referendum vinto, in caso di conclamato errore giudiziario lo Stato rimborsa la vittima, ma lo Stato (cioè noi!)  non il magistrato che ha sbagliato! Questo perché, è la giustificazione, altrimenti nessun magistrato indagherebbe più nessuno perché se poi si dimostra che ha sbagliato dovrebbe tirare fuori i soldi dalle sue tasche! Perché forse un ingegnere non progetta più ponti perché se poi sbaglia deve pagare (per dipiù anche penalmente)? Forse un muratore non costruisce più case perché se sbaglia deve tirare fuori i soldi? Forse un medico non opera più per paura di sbagliare e di pagare? Suvvia, la verità è che i magistrati vogliono essere “irresponsabili” per legge e, purtroppo, lo sono! Se però è il magistrato che vince una causa contro un cittadino, vuoi per esempio per calunnia, i soldi li prende lui, non lo Stato!

E le cause che durano anni, anche decine di anni, distruggendo il concetto di certezza del diritto, concetto fondamentale in un Paese moderno; per mancanza di personale dicono i magistrati! Ma i quasi due mesi di ferie all’anno se le fanno senza pensarci due volte, l’orario di lavoro giornaliero non è certo da stakanovisti e poi perché lavorare su cause che non hanno nessuna visibilità? Molto meglio buttarsi su presunti abusi di cui si parla al telegiornale e nei vari talk show tralasciando tutta quella quotidianetà banale che però rappresenterebbe il 95% del loro lavoro. E che resta negli scaffali polverosi!

Ogni tentativo fatto sinora per cercare di frenare la loro bramosia di potere è fallito miseramente! Vedi il tentativo di separare le carriere o quello per limitare le intercettazioni telefoniche; siamo il popolo più intercettato al mondo! Per questa attività lo Stato (cioè noi) spende cifre pazzesche, decine di volte superiori a quelle spese in Francia o negli USA; intercettazioni che poi vengono date in pasto al pubblico, anche quelle private, anche quelle che non c’entrano niente con le indagini; ti svegli al mattino e trovi sul giornale le tue telefonate con la moglie o con l’amante o con l’amico con cui hai fatto bisboccia la sera prima! E non c’è verso di porre rimedio, di obbligare questi signori ad ordinare intercettazioni solo in casi gravi e in cui vi siano forti probabilità di reato; “saremmo limitati nella nostra libertà di indagine” dicono! E allora in tutti gli altri Paesi del  mondo, dove le intercettazioni sono dieci, venti, cinquanta volte minori come fanno? Non risulta che siano sommersi dai crimini!!

E in questa situazione il cittadino si sente spiato, l’imprenditore ha paura di parlare al telefono, non fai innovazione perché dovresti poi ridurre il personale e sai già che il giudice poi ti imporrà di riassumerlo, sai che una eventuale causa durerà anni ed anni perché ormai non c’è più certezza del diritto, sai che se affitti una casa questa non sarà più tua perché non riuscirai più a mandare via l’inquilino, anche se non paga l’affitto, perché ci sarà sempre un magistrato che ti dirà che non puoi cacciarlo, sai che se rubi una mela rischi di andare in galera mentre se un immigrato clandestino ti entra in casa per derubarti dopo due giorni è libero; se poi ti difendi devi anche indennizzarlo! In queste condizioni chi è quel pazzo che viene ad investire in Italia? Chi è quel pazzo che apre una fabbrica per generare lavoro? Già il solo fatto che hai i soldi per investire ti mette nella condizione di essere indagato ed intercettato perché nella mente malata dei nostri magistrati sei “sospetto”!

Qualche anno fa una industria aeronautica nota in tutto il mondo per la qualità dei suoi prodotti, si ritrovò con il top management decapitato e sbattuto in galera per  una presunta mazzetta versata per aggiudicarsi una commessa miliardaria con un Paese estero, commessa che avrebbe portato lavoro per centinaia di persone. Notare che il Paese che sarebbe stato “corrotto”, non aveva aperto alcuna inchiesta al suo interno; furono invece i nostri solerti magistrati ad aprire una inchiesta verso i nostri possibili “corruttori” che avevano la colpa di avere portato lavoro nel nostro Paese.

Ovviamente il tutto fini nel nulla, l’azienda non aveva bisogno di corrompere per vendere i propri prodotti!

I nostri dirigenti furono scarcerati ma la loro carriera era ormai distrutta, il marchio dell’azienda finì nella black list dei vari Paesi in quanto comunque il danno era ormai stato fatto e la commessa non andò mai più in porto e quindi il lavoro per centinaia di famiglie svanì.

Eh si, perché gli altri Paesi, quelli con una magistratura normale, appena seppero dei dirigenti arrestati, pensarono fosse una cosa seria; pensarono: “se la loro magistratura li ha arrestati vuol dire che ci sono pesanti o sicuri indizi di colpevolezza e quindi con queste persone e con questa azienda non voglio più avere niente a che fare”!

Pensarono che la nostra magistratura fosse come la loro!

Non sapevano i tapini che da noi prima ti arrestano poi ti chiedono di dimostrare che sei innocente! Come in effetti fecero quei dirigenti, ma ci riuscirono dopo anni! E nel frattempo le loro vite erano state rovinate così come il nome dell’azienda.

Ma nessuno ha pagato da parte magistratura; distrutte delle persone, fatto un danno enorme ad una azienda fiore all’occhiello dell’Italia, penalizzati posti di lavoro e nessuno ha pagato per tutto questo! E si potrebbe continuare con tanti altri esempi di scempio della dignità umana di cittadini (ricordate Tortora?), di scempio di industrie, di scempio di enti dello Stato, senza mai pagare in prima persona, sempre autoassolti, perché cane non mangia cane.

E’ di questi giorni il fatto del procuratore capo di Torino che ha chiesto scusa ai familiari di un ragazzo ucciso da un marocchino che doveva essere in carcere e che era invece a piede libero per un cavillo, un disguido procedurale; la gente si è subito chiesta: ma no, che stia cambiando qualcosa? Che qualcuno della magistratura paghi per il suo errore? Che qualcuno finisca in galera?

Tranquilli! Lo stesso procuratore capo si è affrettato ad aggiungere :” ma non è colpa nostra! E’ colpa del sottorganico in cui versa la  nostra struttura”.

 Ahhh! Mi pareva!!

E intanto un ragazzo che aveva il solo torto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato è morto! Ma questo è un problema della sua famiglia, mica della procura di Torino!!!

D’altra parte ritengo che ormai sia impossibile porre rimedio, correggere l’attuale strapotere, riportare la magistratura a fare il suo lavoro e niente altro, riportare i vari magistrati nelle aule dei palazzi giudiziari strappandoli dalle sale televisive, renderli veramente responsabili del loro operato; in modo che si muovano solo su elementi certi e non fantasie; in modo che il cittadino abbia la sensazione che la certezza del diritto sussista ancora e che veda nel magistrato una garanzia alla sua libertà non una persona da cui difendersi a priori!  

Bisognerebbe fare una tabula rasa e ricostruire il potere giudiziario formandolo non nelle aule politiche ma sui banchi della scuola; scuola che peraltro non è esente da influenze politiche! E questo potrebbe farlo solo la politica ma anche ammesso che si trovasse  un politico votato al suicidio che volesse farlo, si ritroverebbe subito con un avviso di garanzia e tutto si fermerebbe lì! No, la ricostruzione di una magistratura “normale”  per riportare il nostro Paese allo status degli  altri Paesi sviluppati, potrebbe avvenire solo a seguito di un evento traumatico.

Evento questo, al momento non prevedibile e non all’orizzonte!

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