IL PROCESSO-FARSA DI NORIMBERGA E TOKIO

Fra circa un mese, il 20 novembre,  ricorrerà il 74° anniversario dell’inizio del processo – farsa di Norimberga; se chiediamo ai più giovani cosa fu e cosa ha rappresentato questo processo per il mondo in cui viviamo, probabilmente otterremmo risposte che vanno dal “non so” al “non ricordo bene”; se poi chiediamo dell’altro processo-farsa, quello di Tokio, iniziato il 3 maggio del 1946, i nostri giovani probabilmente ci guarderanno con aria interrogativa non sapendo cosa dire!

Eppure entrambi hanno rappresentato una svolta importante sia per contesto in cui si sono  svolti, sia per gli assurdi principi che hanno stabilito.

Per coloro che sono un po’ digiuni di storia, va detto che con questi due processi, i Paesi che avevano vinto la seconda guerra mondiale, giudicarono e condannarono i gerarchi e capi politici nazisti da una parte (Norimberga) e quelli giapponesi dall’altra (Tokio), ovvero i capi dei due Paesi che avevano perso la seconda guerra mondiale. E l’Italia direte voi? Anche lo Stato fascista aveva perso la sua guerra! Come disse Churchill, “…la morte di Mussolini ci ha risparmiato una Norimberga italiana.”

Dilunghiamoci un po’ di più sul processo di Norimberga poiché quello di Tokio seguì le stesse linee guida e le stesse procedure.

La decisione di sottoporre a processo i responsabili tedeschi fu presa già nel 1943, quando fu chiaro che la guerra sarebbe stata vinta dai Paesi Alleati; fu scelta anche la città ove tale processo si sarebbe svolto: Norimberga, in quanto città simbolo del potere nazista, la città delle celebrazioni del Partito del Reich. Fu altresì stabilito che i giudici e gli accusatori sarebbero stati cittadini e militari dei Paesi vincitori ovvero Stati Uniti, Russia, Regno Unito e Francia; la Francia riuscì ad infilarsi fra i Paesi “vincitori” non si capisce bene in base a quale ragionamento, essendo stata sonoramente sconfitta dalla Germania, che l’aveva anche occupata militarmente e il cui contributo alla vittoria finale fu insignificante. Con lo stesso ragionamento dovevano considerarsi Paesi vincitori anche l’Olanda, il Belgio, la Polonia, la Cecoslovacchia e via dicendo, che invece furono tenuti rigorosamente fuori dalla composizione del collegio giudicante.

I capi di accusa erano quelli di:

  • Crimini contro la Pace,
  • Crimini contro l’Umanità
  • Crimini di Guerra
  • Guerra di aggressione

Ed ogni imputato, sia a Norimberga che a Tokio, fu giudicato in base alla sua colpevolezza o meno con riguardo a tali capi di accusa. Le sentenze emesse al termine del processo furono di 12 condanne a morte a Norimberga e di 7 condanne a morte a Tokio, oltre a numerose condanne all’ergastolo e pene minori. Tutte le condanne a morte furono eseguite per impiccagione e il boia fu selezionato fra quelli USA: il prescelto per Norimberga fu il sergente Woods; i corpi furono poi cremati nei forni di Dachau (significativa la scelta!) e le ceneri disperse nel fiume lì vicino.

Perché lo si è definito un processo- farsa ? Per tanti motivi e non ci vogliamo assolutamente addentrare nelle motivazioni e cavilli giuridici che pure sono tante e, se di interesse, possono essere trovate nei tanti libri o articoli scritti sull’argomento da eminenti giuristi di tutto il mondo.

Analizziamo il contesto solo sotto un  aspetto umano, pragmatico  e di puro buon senso.

  • La Corte giudicante era costituita solo dai Paesi cosiddetti “vincitori” (abbiamo però visto che erano solo alcuni); non c’erano giudici da Paesi neutrali o terzi o di quelli sconfitti; erano quindi i “vincitori” che giudicavano i “vinti”!
  • Nessuno mette in dubbio il diritto dei “vincitori” di giudicare i “vinti”; fin dai tempi più antichi il popolo che vinceva aveva diritto di vita o di morte sui vinti; Cesare sfilò lungo i Fori a Roma, con il suo carro luccicante con incatenato il suo grande nemico sconfitto Vercingetorige, e lo fece assassinare pochi giorni dopo! E così si è fatto nel Medioevo, nel Rinascimento; lo si è fatto con le guerre napoleoniche, con esili e imprigionamenti, lo si è fatto con la 1° guerra mondiale.
  • Mai si era però voluto ammantare di una veste di legalità, istruendo addirittura un processo, il potere di esecuzione e di imprigionamento dei vincitori sui vinti; lo si faceva e basta! Era un diritto naturale, accettato da tutti.
  • Con Norimberga (e con Tokio) si è voluto processare non solo gli individui ma tutto un governo e tutto un popolo! I Vincitori hanno il diritto di giustiziare, imprigionare, imporre sanzioni ma non di “giudicare” un popolo o l’idea in cui questo popolo credeva!
  • Norimberga ha mandato a morte Ribbentrop quale fautore del patto Ribbentrop-Molotov; e perché non ha processato anche Molotov? Ovvio, perché Molotov apparteneva ad un paese vincitore (la Russia); ma allora non è stato un processo: è stato semplicemente il diritto del vincitore di condannare il vinto!
  • Norimberga ha mandato a morte Streicher, giornalista e direttore di un settimanale organo di partito: un giornalista e direttore di un settimanale può avere colpe da condanna a morte? O non è il solito diritto non discutibile del vincitore rispetto al vinto?
  • Norimberga ha condannato a 20 anni l’ing. Speer, responsabile dell’industria bellica e delle infrastrutture: per aver fatto troppo bene il proprio lavoro nella produzione di armamenti per il proprio Paese; è una colpa servire al meglio il proprio Paese? O non è anche questo il diritto del vincitore di condannare il vinto a prescindere?
  • Il figlio di Krupp, il magnate delle acciaierie tedesche, fu condannato a 12 anni; lui e suo padre non dovevano fornire i cannoni al 3° Reich! Ovvero dovevano boicottare il proprio Paese! Condannato, da un Tribunale che voleva essere legale!
  • Goering riuscì ad entrare in possesso di una pastiglia di cianuro la sera prima dell’impiccagione e si suicidò; ma il tribunale decretò che doveva comunque essere impiccato e possiamo immaginare gli sforzi del sergente Woods che dovette appenderlo comunque al cappio! Questa era giustizia? O vendetta?
  • Il Maresciallo Keitel, capo delle Forze armate tedesche, fu anche lui condannato a morte per impiccagione; chiese, da vecchio militare prussiano, di essere fucilato; gli fu rifiutato e anche lui finì con il cappio al collo il 16 ottobre, assieme a tutti gli altri. Questa fu giustizia o vendetta?

Non vi è alcun dubbio che le pene inflitte ai responsabili nazisti fu la “giustizia” dei vincitori sui vinti! Legittima, per quello che abbiamo detto prima, ma per favore non nascondiamoci dietro la presunta legalità di un  regolare processo penale!

E parlando di crimini di guerra e contro l’umanità, che fu il principale capo di accusa verso i nazisti, come vogliamo considerare il bombardamento di Dresda fatto principalmente dagli inglesi a febbraio del 1945? La città fu sommersa da migliaia di tonnellate di bombe al tritolo e al fosforo che la incendiarono completamente, radendola al suolo, colpendo case, ospedali, scuole, asili; Adenauer, da cancelliere, parlò di 250.000 vittime quasi tutte civili; la giustificazione per il bombardamento fu che vi era una fabbrica di cuscinetti, componente essenziale per veicoli e velivoli. E per distruggere una fabbrica si incendia e si distrugge una intera città? Con tutti i suoi abitanti?

Dresda fu chiaramente un atto deliberato per colpire civili e bambini indifesi e convincere la Germania ad arrendersi: per questo  crimine nessuno ha pagato, perché fu commesso dai vincitori; ed è giusto così.

Ma non lo è se si pensa di instaurare un tribunale che giudichi i crimini di guerra e contro l’umanità in senso lato!

E le bombe atomiche sganciate dagli americani su Hiroshima e Nagasaki? Contrariamente a quanto asserito dalla storia ufficiale, non vi era alcun bisogno di usare questa arma terribile per far terminare la guerra! Il Giappone era ormai allo stremo, racchiuso sul suo ultimo lembo di terra, isolato da tutti, tutte le importazioni di energia e viveri interrotte; era solo questione di tempo, 6 mesi al massimo secondo gli storici, e sarebbe crollato, senza alcun bisogno di invasione da parte degli americani. Ma gli USA avevano impegnato tempo e denaro per sviluppare l’atomica e non vedevano l’ora di vederne gli effetti reali su di una città e sui suoi abitanti. E’ comprensibile, ed è anche comprensibile la decisione di Truman di sfruttare la situazione della guerra con il Giappone prima che si arrendesse, per provarla.

Ma non fu un crimine di guerra e contro l’umanità? Si, certo che lo fu! Però fu compiuto da un “vincitore” e quindi è  legittimo!

E così da novembre 1945 a ottobre dell’anno dopo, andò in scena questa tragica sagra all’insegna del “il più pulito ha la rogna!”

Con gli USA che avevano sganciato appena due mesi prima, solo per provarne gli effetti reali, le loro atomiche che fecero centinaia di migliaia di vittime civili giapponesi; con Roosevelt che pur essendo stato informato dai suoi Servizi dell’imminente attacco dei giapponesi a Pearl Harbour non fece niente per contrastarlo perché “…aveva bisogno di qualche migliaio di ragazzi americani morti per convincere il popolo americano ad entrare in guerra!” Ecco, lui e gli USA, si eressero a giudici del popolo tedesco per crimini di guerra e contro l’umanità!

Con la Russia di Stalin, che proveniva dalle famose “purghe” staliniane, dalla deportazione di intere popolazioni nella Siberia, dallo sterminio di 6 milioni di contadini Kulaki (vedi http://www.alziamolosguardo.it/nazismo-e-comunismo-c’è-differenza-nelle-loro-atrocità?/), dalla realizzazione dei famigerati gulag, campi di stermino russi; anche loro si eressero a giudici del popolo tedesco per crimini di guerra e l’umanità!

Con gli inglesi, che avevano distrutto coscientemente e per puro calcolo politico  intere grandi città (Dresda, Amburgo) con tutti i suoi abitanti civili, che avevano sterminato la popolazione Boera ai primi del ‘900 inaugurando quei “campi di sterminio” in cui deportavano uomini donne e bambini lasciandoli morire di stenti e di fame, con tassi di mortalità addirittura superiori ai campi di concentramento nazisti; con il “grande” Churchill che da giovane capitano aveva contribuito efficacemente allo sterminio dei Boeri e che da Primo Ministro aveva  dato ordine ai suoi piloti di mitragliare i piloti nemici che si gettavano con il paracadute quando venivano abbattuti perché, parole sue  “… per fare un aereo ci vuole una settimana ma per fare un pilota ci vogliono 20 anni!”. Ecco, anche Churchill e il Regno Unito si eressero a giudici del popolo tedesco!

E infine la Francia, paese vittorioso per caso, che trattava i prigionieri di guerra nel dispregio più assoluto degli accordi di Ginevra, che avrebbe fatto guerre di conquista in Vietnam e Algeria; anche lei si erse a giudice del popolo tedesco!

Illuminante a questo proposito è quanto riportato nella lettera inviata al presidente Truman da parte del rappresentante statunitense della Pubblica Accusa al processo, Robert Jackson:

«Hanno fatto ( i nostri alleati) o stanno facendo alcune delle cose per cui stiamo condannando i Tedeschi. I Francesi stanno decisamente violando la Convenzione di Ginevra nel trattamento dei prigionieri di guerra, tanto che il nostro comando sta riprendendosi i prigionieri inviati a loro. Stiamo condannando il saccheggio e i nostri Alleati lo stanno praticando. Diciamo che la guerra aggressiva è un crimine e uno dei nostri alleati ( la Russia) proclama la sovranità sui Paesi Baltici basandosi su nessun diritto eccetto quello di conquista.»

Ecco perché il processo di Norimberga e di Tokio furono entrambi una farsa! A Norimberga e a Tokio i vincitori si avvalsero del loro insindacabile diritto di vita o di morte sui vinti; decretarono che dovevano morire nel modo più ignominoso possibile (impiccagione), colpendo nello loro dignità anche militari che avevano avuto la sola colpa di essere leali verso il loro comandante e la loro Patria.

Ma per fare questo non c’era bisogno di istituire un tribunale –farsa, come se si fosse trattato di un regolare processo, in cui l’imputato ha diritto ad un giudice neutrale ed ad una difesa che abbia gli stessi diritti dell’accusa.

Paradossalmente è stato più lineare e più corretto il comportamento dei partigiani italiani: dopo avere catturato Mussolini e gli altri principali gerarchi fascisti, hanno applicato il loro diritto di vincitori e li hanno trucidati senza processi e senza giudici, su semplice ordine di Longo, Pertini e associati!

L’azione conseguente, piazzale Loreto,  è stata invece vergognosa e li additerà per sempre con ignominia alla storia; piazzale Loreto,  dove quei corpi sono stati martoriati, seviziati, calpestati, ricoperti di piscio e di sputi! Perché in una guerra il vincitore ha diritto di uccidere il nemico vinto, ma ha anche il dovere di rispettarlo.

A Norimberga e a Tokio la sorte dei vinti  era già stata decisa a priori sulla base del diritto che ha il vincitore sul vinto; il tentativo di ammantare le sentenze emesse di legalità giuridica, è rimasto solo un povero, patetico tentativo!

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