COVID 19 : NON LASCIAMO CHE GLI SCIENZIATI GESTISCANO LA NOSTRA VITA!

Eccoci qua! Dopo un lungo periodo di inattività causata dai problemi giornalieri derivanti dal Coronavirus, riprendo in mano carta e penna per cercare di approfondire proprio questo argomento.

Siamo tutti in quarantena; l’Italia è bloccata da oltre due mesi, la perdita del PIL stimata nel primo quadrimestre del 2020 e’ circa del 20%! I morti oltre 24.000! Una tragedia!

Viene lecito domandarsi: e gli altri Paesi? Colpiti ma in modo minore e, quel che più conta, pronti alla ripartenza. Alcuni già ripartiti.

Da noi invece continua il blocco, si dice che pensare di tornare ad una normalità, anche se protetta da mascherine e distanziamento sociale, è una eresia; troppo presto!

Un noto virologo consulente del governo, ha affermato che prima di togliere la quarantena bisogna che le cifre dei contagi si possano contare con le dita di una sola mano.

Questi due, tre mesi di emergenza virus, sono stati il bengodi dei cosiddetti scienziati in medicina! Non di quelli che davano il sangue negli ospedali lavorando giorno e notte, ma di quelli che hanno conquistato una poltrona presso le varie TV. Sempre presenti come se non avessero niente da fare, coccolati da presentatori e editori, sempre pronti a dare consigli e sentenze, spesso in contrasto uno con l’altro. Chiamati dal governo e dai governatori come consulenti, nessuna decisione viene presa se non c’è il loro accordo. “Decidiamo in  accordo con la scienza” è la frase usata come un mantra dai nostri politici regionali o nazionali.

Per non assumersi responsabilità la politica delega le decisioni su cosa e come fare a questi specialisti, a questi scienziati. L’inettitudine a comandare e la paura della nostra magistratura onnipresente, consigliano di farsi vedere si in televisione ma di prendere decisioni “ in accordo alla scienza”! E così da oltre due mesi siamo governati da scienziati o pseudo scienziati della medicina. I quali decidono ovviamente in base a criteri strettamente medici; se c’è anche il minimo rischio di contagio la quarantena deve continuare, le forze dell’ordine continuare a perseguire il solitario camminatore sulla spiaggia, o il ciclista che in solitario percorre la strada di campagna! 

E l’economia? E il PIL? E tutti quelli che non hanno uno stipendio se non lavorano? E i ristoranti che continuano a pagare l’affitto senza avere un solo cliente?

“ È un sacrificio che va fatto”  è la risposta dello scienziato! Prima viene la salute poi tutto il resto! 

“ Ma io non ho più soldi, non riesco più a fare la spesa, a pensare alla mia famiglia” ; “ a questo ci penserà lo Stato, con finanziamenti ai singoli  che ne hanno bisogno” è sempre la risposta dello scienziato! Che non sa che lo Stato farà poco o niente! 

E mentre gli altri Paesi stanno lasciando lentamente ma progressivamente i freni delle varie restrizioni, l’Austria che riapre i negozi, la Germania le scuole, l’Olanda che non ha mai chiuso niente, i nostri scienziati ci dicono che prima di pensare a queste cose bisogna che i contagi si contino su di una sola mano! E quell’organo inutile, parassita e dannoso che è l’OMS, secondo per inutilità solo alla FAO e all’ONU, tiene loro il cordone.

Voglio chiarire che io non ho niente contro la scienza e gli scienziati (quelli veri)! Anzi hanno tutta la mia ammirazione e rispetto. Non ho nessuna conoscenza diretta o indiretto della medicina, ma gli scienziati sono tutti uguali, in medicina, in fisica, in cosmologia, in ingegneria. Lo scienziato è focalizzato sulla sua materia, la studia, cerca di interpretarla, tutto il resto passa in secondo ordine. Non è di loro interesse sapere da dove provengano i soldi del loro stipendio: sono fatti di altri. Loro devono studiare il loro campo di applicazione e basta. Si dice che Einstein, pur essendo ebreo, si dimenticasse spesso di passare a ritirare lo stipendio alla fine del mese; non aveva tempo per queste quisquilie! Ci pensava sua moglie.

A livello più basso, lo stesso modo di pensare e lo stesso comportamento, lo hanno i tecnici specialisti ( ingegneri o altro) delle Aziende; non si preoccupano di sapere se il lavoro che svolgono è in grado di pagare loro lo stipendio. Quante persone ho incontrato nella mia vita professionale cosiffatte! Nella Direzione Tecnica di una Azienda vi è sempre un gruppo di ingegneri che fa la cosiddetta ricerca applicata, vale a dire identificare soluzioni progettuali che poi possano trovare, per mano di altri loro colleghi ingegneri, una applicazione pratica nella costruzione di macchine che rispondano alle varie richieste del mercato.

Questi specialisti molto spesso si “perdono” durante gli studi ed esperimenti che fanno e dimenticano che il loro lavoro deve portare comunque a risultati pratici utilizzabili dalla loro Azienda che a fine mese paga loro lo stipendio. Una volta il capo di un gruppo di questi “piccoli scienziati” alla mia domanda se avrebbe rispettato il budget che l’Azienda aveva prefissato, mi rispose “ io faccio ricerca e non posso preoccuparmi di rispettare o meno un budget: il budget è quello che verrà fuori a fine ricerca”; al che gli risposi che con questa logica anche il suo stipendio sarebbe stato pagato alla fine, e non mensilmente, sulla base dei risultati raggiunti. Mi fissò con sguardo interrogativo: era chiaro che non comprendeva.

Un’altra volta dovevamo lanciare sul mercato un prodotto molto innovativo ( un piccolo elicottero); eravamo già in ritardo sul programma, la data del debutto era già slittata altre volte, le banche cominciavano a perdere credibilità nell’Azienda; era indispensabile assumersi le proprie responsabilità e lanciare il prodotto. Ma lo specialista responsabile della struttura dell’elicottero nicchiava, tirava sempre fuori un nuovo problema, un nuovo dubbio, diceva che doveva ancora fare delle prove, altri studi. Non si rendeva conto che l’Azienda rischiava di collassare; cercava la perfezione. Fummo costretti a bypassarlo, io come Direttore Generale mi assunsi tutte le responsabilità e il nuovo prodotto fu presentato alla stampa e al mondo. Fu un successo ma quell’ingegnere continuò a ripetere che avevamo rischiato troppo! 

Mi sono dilungato su queste mie esperienze professionali per dimostrare che tutti coloro che si dedicano ad un settore specifico, sia esso medico, ingegnere, biologo o fisico, non riescono ad avere quella visione d’assieme indispensabile per prendere decisioni coerenti e gestire qualcun altro oltre a se stesso. 

In Italia oggi siamo in questa situazione; nelle mani di “specialisti” che non riescono a valutare niente altro che le problematiche del loro settore.

Gli specialisti devono essere interpellati ed ascoltati ma non bisogna caricarli di decisioni che sono inadatti a prendere. È per questo che la politica deve riprendere il suo ruolo. Non possiamo aspettare che il via al ritorno alla normalità ci venga dato da questi scienziati, perché loro analizzano solo un limitato numero di parametri; che i contagi si contino sulle dita di una sola mano come si è detto prima! 

Se vogliamo evitare il collasso, quello vero, del nostro povero Paese, dobbiamo far tornare questi scienziati nel loro alveo e la politica deve prendere le decisioni che sono di sua competenza. E riaprire questo Paese, farlo ripartire anche se ci sarà qualche morto in più, anche se i contagi continueranno ad esserci, anche se gli ospedali continueranno a soffrire. Perché se aspettiamo di operare con rischio zero o prossimo allo zero, questo Paese collasserà, non avremo più contagiati da virus ma avremo milioni di disoccupati, molte attività non riapriranno ed i costi per il Paese saranno enormi.

Quindi liberiamoci subito di questi “esperti”; hanno fatto il loro lavoro, li abbiamo ascoltati, ci hanno consigliato: adesso basta! Hanno esaurito il loro ruolo. 

Adesso le decisioni devono essere prese non in base alla affluenza negli ospedali ma sulla base di criteri per la salvaguardia di ciò che resta della nostra economia.

E se gli scienziati e la magistratura non sono d’accordo, ce ne faremo una ragione! 

3 thoughts on “COVID 19 : NON LASCIAMO CHE GLI SCIENZIATI GESTISCANO LA NOSTRA VITA!

  1. Nell’ attuale quadro politico non vedo nessuno, ma proprio nessuno, a qualsiasi schieramento appartenga, in grado di prendere decisioni di sorta ed assumersene tutte le responsabilità. Aggiungi la stampa e la magistratura (m minuscola) pronte come avvoltoi a gettarsi a capofitto su qualunque aspetto poco piacevole che possa emergere da qualunque decisione presa. Dimenticando (o forse per ignoranza non sapendo), che qualunque decisione o attività comporta un certo grado di rischio. Come ingegnere sei preparato a valutare i pro e i contro ed a raggiungere il compromesso che ritieni opportuno, conscio però che qualunque decisione comporterà, oltre ad una dose di rischio, anche una percentuale fisiologica di gente contraria e sempre pronta a “saltarti addosso”.

    1. Caro Antonio hai ragione! Ci mancano persone con le palle, di quelle che decidono senza preoccuparsi se contentano qualcuno o lo scontentano. Ma per comportarsi così bisogna essere educati a farlo, essere educati al comando, e non essere attaccati a nessuna poltrona. In pratica, nella nostra società, degli,alieni!

  2. I danni del corona virus sono grandissimi, ma i danni al seguito del cercare di combatterlo oppure limitarlo SARANNO DEVASTANTI.
    Alcuni si vedono già , ne parleremo più avanti- Purtroppo il “dado” è tratto. Sono fortemente deluso. Per fortuna sono anziano, non avrò molti anni da vivere, accadranno cose gravissime molte delle quali facilmente prevedibili, meglio non vederle.
    Giuseppe Sgubbi

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