COVID 19: FRA TANTI DANNI ANCHE UN MERITO!

Il COVID 19 sta esaurendo progressivamente la sua energia e ci sta restituendo alcune di quelle libertà che ci sono state negate per oltre 3 mesi! E’ una grande notizia e, anche se i nostri comportamenti futuri dovranno essere sempre improntati alla prudenza, possiamo dire che il peggio è passato.

Questo minuscolo essere, 600 volte più piccolo del diametro di un capello, è riuscito a fare danni enormi a livello mondiale; oltre  a uccidere nel mondo in modo diretto o indiretto oltre 350.000 persone  (tanti furono i morti italiani durante la seconda guerra mondiale), è riuscito a scardinare modi di vita ormai acquisiti, a mettere in ginocchio l’economia mondiale, a creare decine di milioni di disoccupati, a far chiudere imprese, compagnie aeree, negozi. Per amore della verità va detto che non ha fatto tutto da solo:  l’uomo lo ha aiutato in modo significativo, per calcoli politici, incompetenza dei governanti, confusione nei medici, interessi economici.

Eppure, nonostante tutti questi danni, un merito questo virus lo ha avuto! E non mi riferisco al fatto che siamo diventati tutti più “igienici”, che abbiamo riscoperto lo smart working, che usiamo meno l’autovettura o che abbiamo imparato l’importanza di avere una  sanità “diffusa” a livello territoriale e non solo concentrata nei grandi poli specialistici!

No, il piccolo-grande merito di questa pandemia è che ci ha temporaneamente liberato dal bombardamento ossessivo dell’ambientalismo e dal mantra del cosiddetto e presunto “riscaldamento globale”! Ci ha liberato, sempre temporaneamente, dalla piccola Greta Thunberg e  dal suo “j’accuse”!

Dove è finita la piccola Greta? L’avete più rivista? Forse è tornata a scuola, cosa questa che le farebbe tanto bene!

Dove sono finite le immagini quotidiane dei ghiacciai che si sciolgono, dei mari che si innalzano, della desertificazione crescente, dei tornado distruttivi?

Perfino l’ONU ha rinviato a novembre del 2021 il vertice sul clima, definito “cruciale”, che si doveva svolgere a Glasgow questo autunno. E con un anno di ritardo di un simile “cruciale” vertice chissà se l’umanità riuscirà a salvarsi!

Ecco, questa pandemia ha riportato nel suo giusto alveo e nella sua giusta dimensione il problema dell’inquinamento causato dall’uomo (che è un problema reale) e il presunto “problema” del riscaldamento globale antropico che invece è un NON problema!

Abbiamo visto l’aria delle maggiori città purificarsi, rendersi più limpida e questo è stato totalmente attribuito, sbagliando, al fatto che il traffico automobilistico si era ridotto praticamente a zero; dimenticando che il traffico incide solo per un 30% sulla qualità dell’aria di una città. L’altro 70% è dovuto al riscaldamento casalingo (che andando verso la primavera-estate è stato progressivamente annullato) e all’attività industriale che in misura più o meno consistente è comunque presente dentro o attorno ad una città (e le fabbriche erano chiuse causa la pandemia).

Naturalmente i ghiacciai, se si scioglievano prima continuano a sciogliersi anche adesso, i deserti se avanzavano prima continuano ad avanzare anche adesso, se si forma una bolla ciclonica la possibilità che ne nasca un tornado c’era prima e c’è anche adesso. Però se ne parla e se ne discute in un modo più corretto, meno emotivo, senza accusare sempre e solo l’uomo il quale ha molte colpe ma non può essere responsabile di tutto!

Ha la piena responsabilità dell’inquinamento anche se bisogna dire che tutti coloro che oggi ad esempio si scagliano contro la plastica per un mondo plastic free, ieri erano fra i primi ad osannare l’avvento di questa materia che consentiva all’umanità di accedere a oggetti, tecnologie, processi economici e di largo consumo! Adesso è diventata il diavolo in persona!

Non vi è dubbio che dobbiamo comunque agire per limitare il fenomeno dell’inquinamento, anche se questo comporterà costi aggiuntivi e servizi più poveri per il cittadino.

Ma buttare i soldi in nome di una economia sempre più green, questo no! Non dobbiamo farlo!

In vari articoli precedenti riportati in questo blog, credo di avere dimostrato dati alla mano che l’uomo non ha la capacità, fortunatamente, di alterare il clima del nostro pianeta; quindi è perfettamente inutile buttare miliardi e miliardi di dollari per cercare di limitare, oltre la convenienza economica, le emissioni della famigerata CO2 che incrementerebbe il cosiddetto effetto serra con conseguente aumento del riscaldamento globale, così come vorrebbero la piccola Greta (che forse ci crede veramente in quello che dice) e i seguaci di Soros e della green economy (che invece lo fanno per interessi prettamente economici).

Ecco, questa pandemia forse ci consentirà di tornare a discutere di questo problema del riscaldamento globale in modo scientifico, identificando le vere cause e trovando non gli antidoti, che non ci sono, ma gli adattamenti più giusti per consentirci di vivere comunque la nostra vita come abbiamo fatto da qualche milione di anni! Non dimentichiamo che dalla fine dell’ultima glaciazione, circa 11.000 anni fa, il livello dei mari è salito di ben 120 metri! E non è stato certo a causa delle attività industriali umane!

A fronte di questo possiamo pensare che possiamo adattarci a vivere sul nostro  pianeta il cui livello dei mari sta crescendo di circa 3 mm l’anno? Almeno fino alla prossima glaciazione, che industrie o non industrie arriverà comunque secondo i cicli  seguiti da che mondo è mondo?

Vogliamo approfittare di questa pandemia che ha messo a tacere temporaneamente le voci più sguaiate, più strumentalizzate, più prepotenti di politicanti, presunti scienziati, piccoli Dei terreni come la Greta e i gretini, sfruttatori alla Soros, industriali interessati solo al business?

Vogliamo tornare a parlare in modo scientifico, sulla base di dati scientifici e non dati manipolati, sulla base delle nostre conoscenze scientifiche vere, non di quelle adattate alla bisogna da presunti studiosi che vivono solo di sovvenzioni private, fatte da privati alla Soros che tutto hanno a cuore fuorché la verità scientifica e l’interesse del singolo cittadino?

Vogliamo dire al comune cittadino, con dati di fatto, che lui deve preoccuparsi solo di inquinare di meno, nei limiti dell’economicamente conveniente, adottando un comportamento da educazione civica (che purtroppo non insegnano più a scuola!)?

Vogliamo dire alla comunità industriale che la smettano di buttare soldi per ridurre le emissioni di CO2 e che usino invece quei soldi per migliorare i processi interni, per usare meno energia, per inquinare meno le acque o l’ambiente esterno bloccando in ciminiera gas potenzialmente tossici?

E vogliamo dire all’Europa che il suo piano Marshall da 1700 miliardi per aiutare i Paesi europei a ripartire dopo la pandemia devono essere spesi per ottimizzare i processi industriali, per la sanità, per la scuola, per i trasporti e NON per incrementare  oltre la convenienza economica la Green Economy come invece ha deciso di fare? Buttando così alle ortiche miliardi e miliardi di euro che potrebbero alleviare i problemi di povertà e di disoccupazione, questi si, problemi reali che affliggono tutti i Paesi?

Ecco, senza Greta Thunberg  che naviga su una barca a vela da un continente all’altro e che si spera sia tornata a scuola, senza l’ONU che spende miliardi di euro per organizzare vertici inutili, senza migliaia di persone che inquinano loro si, per partecipare a questi vertici (all’ultimo in Polonia erano in 30.000, da trasportare, da alloggiare, da sfamare), senza le folle roboanti che innalzano cartelli di cui non sanno il significato, senza tutto ciò, possiamo sperare di riacquistare il raziocinio scientifico per parlare di problemi così importanti come l’inquinamento e il riscaldamento globale?

Non abbiamo molto tempo! Dobbiamo approfittarne ora perché se la piccola Greta si risveglia torneremo nel buco nero in cui eravamo precipitati prima di questa pandemia!

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