CLIMA: NON C’E’ PEGGIOR CIECO DI CHI NON VUOL VEDERE!

In passato abbiamo già dissertato varie volte sul clima terrestre e sulla fantomatica credenza che l’uomo possa influire sullo stesso! In particolare ci siamo soffermati varie volte sul presunto contributo antropico all’effetto serra: l’assunzione di base su cui si fonda questa credenza è che l’uomo, a seguito delle attività che svolge sul pianeta, immetta in atmosfera tanta anidride carbonica (CO2) capace di alterare l’equilibrio globale ed influire così sull’effetto serra (che aumenterebbe) con conseguenze devastanti sul pianeta causa il suo surriscaldamento. Per coloro che amano credere a tutto ciò, il riscaldamento del globo terraqueo, l’innalzamento del livello dei mari, i tornado e gli uragani, l’estate più calda o più fredda, sono tutti fenomeni causati dall’attività umana.

Nei precedenti articoli abbiamo dimostrato, dati scientifici alla mano, che fatto 100 l’intero effetto serra della Terra, l’influenza delle attività umane è pari a circa lo 0,23%, quindi assolutamente trascurabile e ininfluente. I fenomeni climatici terrestri sono regolati da forze ben maggiori di quelle umane, dagli oceani, dai boschi, dal sole, da fenomeni planetari. Ma tant’è! Nel mondo si continua a strombazzare questa favola del riscaldamento antropico per forzare l’economia verso la cosiddetta green economy a tutto vantaggio di potenti lobbies facenti capo ai vari Soros mondiali.

A conferma di questa “cecità” strumentale di pseudo scienziati, mezzi di informazione, lobbies mondiali, si riportano le conclusioni di uno Studio realizzato dalla società-rivista “Rinnovabili.it”, che si vanta di operare in collaborazione con “L’Ingegnere Italiano” organo dell’Ordine degli Ingegneri Italiani.

Si premette che il rilievo dei livelli di CO2 presenti in atmosfera, viene fatto da numerosissimi centri in tutto il mondo, ma quello che viene ritenuto più affidabile e preciso perché posizionato in una zona ideale (scarsa vegetazione e lontananza da fonti di inquinamento), è quello di Mauna Loa, posizionato a oltre 2700 metri sull’isola Hawai in pieno Oceano Pacifico.

Fu proprio questa stazione di rilevamento, attiva sin dal 1958, a segnalare nel 2013 il famoso raggiungimento della simbolica soglia delle 400 ppm (parti per milione), ovvero un livello di CO2 che non si registrava sulla Terra da circa 13 milioni di anni.

Orbene, questa stazione ha rilevato che i valori  di CO2 hanno raggiunto un picco stagionale: 417,1 ppm a maggio 2020; e il 2 giugno 2020 quel valore è addirittura passato a 417,9 ppm: si tratta della più alta lettura mensile mai registrata, a detta degli scienziati dell’università di San Diego in California.

E allora direte voi? Dove è la stranezza visto che i livelli di CO2 crescono costantemente da decine di anni?

La “stranezza “ l’hanno tirata fuori gli stessi scienziati di Mauna Loa: essi infatti erano convinti che, grazie alla pandemia Covid 19, avrebbero rilevato valori inferiori a quelli di fine 2019. Il perché è semplice: essendosi il mondo praticamente “fermato” a causa della pandemia, anche le attività umane generanti CO2 si sono fermate o molto rallentate; la gente stava a casa, non ci si spostava più in macchina, le fabbriche erano praticamente ferme, i processi industriali pure, le centrali elettriche andavano a rilento perché la richiesta di energia a livello industriale era praticamente crollata, l’estrazione del petrolio e del carbone si era ridotta ai minimi termini e cosi via.

Quindi, ragionavano questi scienziati, essendosi ridotte drasticamente le attività umane generanti CO2, si sarebbero dovuti ridurre anche i valori in atmosfera.

Invece no! Il Lock down mondiale che ha messo al tappeto la nostra economia con danni che dureranno anni, è stato ininfluente verso le concentrazioni di CO2 in atmosfera che sono continuate ad aumentare secondo il trend che ormai segue da anni. (vedi grafico allegato).

Fin qui i dati scientifici non contestabili! Adesso vediamo come questi dati sono stati interpretati.

Una qualunque persona di senno, di fronte a questi risultati, avrebbe pensato che forse l’uomo non c’entra niente con la sbandierata colpa antropica del riscaldamento globale! Anche colui che fosse stato convinto della colpa dell’uomo, se di mente onesta, avrebbe forse rivista la propria posizione, o perlomeno si sarebbe fatto venire qualche dubbio!

Ma non i nostri pseudo scienziati! Per loro il riscaldamento per cause antropiche è un dato di fatto e quindi deve esserci qualche altro motivo alla base dei dati “anomali” (per loro) di Mauna Loa! Quindi quale è questo motivo?

Perché la riduzione di attività umane causate dal lock down è stata troppo limitata nel tempo!

Questa è la giustificazione che hanno trovato!

Cinque mesi di lock down sono troppo pochi per poter notare una riduzione dei livelli di CO2!

Ma come! Ma se ci martellate ogni fine mese con dati che mostrano il costante aumento di CO2 nell’atmosfera!

Ma se solo dopo un mese di lock down ci avete fatto vedere documentari e foto dai satelliti che dimostravano i grandi benefici per il pianeta causati dal “fermo lavori” dell’uomo! Ci avete fatto vedere che le metropoli usualmente avvolte in una cappa fuligginosa avevano l’aria tersa e limpida, ci avete fatto vedere la grande riduzione di ossidi vari nell’atmosfera, ci avete fatto vedere le limpide acque di laghi, fiumi e mari conseguenti alla pandemia, avete osannato la natura che ha saputo riprendersi il suo posto e il suo ruolo! E tutto ciò era visibile non dopo 5 mesi di lock down ma dopo solo un mese e dopo 5 mesi era tutto ancor più splendidamente bello e pulito!

Solo la CO2 non ha seguito questo trend! Non solo non è diminuita ma è aumentata; le attività umane si sono praticamente fermate e la sua concentrazione è aumentata! Nel peggiore dei casi sarebbe dovuta rimanere costante! No, voi scienziati da quattro soldi  ci venite a dire che è perché 5 mesi sono pochi per poter vedere qualche cambiamento!

Addirittura lo pseudo scienziato del Global Monitoring Laboratory della NOAA Peter Tans ha affermato: “Per questo 2020 (vale a dire tutto il periodo del lock down n.d.r.) la concentrazione (di CO2) è di ben 2,4 ppm sopra il picco del 2019; i progressi nella riduzione delle emissioni non sono visibili nel registro della CO2; continuiamo a condannare il nostro pianeta, per secoli e anche più, al riscaldamento globale, all’innalzamento del livello dei mari e a eventi meteorologici estremi.”

Questi sono gli scienziati fautori dell’effetto antropico sul clima!

Non  è passato nella mente del sig. Tans  che “i progressi nella riduzione delle emissioni non sono visibili nel registro della CO2” perché stiamo parlando di uno 0,23% del totale e quindi che l’uomo operi o stia fermo il risultato non cambia!

Anche di fronte all’evidenza restano ciechi! La green economy e i colossali investimenti ad essa connessi devono andare avanti!

E allora continuiamo a investire (buttare) miliardi su questa favola! Mentre i bambini in Africa (e non solo) continuano a morire di malattie e fame, mentre i disoccupati aumentano,  mentre le città sono sempre più intasate, mentre i ponti crollano, mentre gli ospedali annaspano, mentre i popoli emigrano!

Continuiamo a sprecare miliardi per spingere la green economy oltre ogni convenienza economica a discapito dei problemi reali del nostro mondo e della nostra società!

I vari Soros ve ne saranno grati! I vostri nipoti rideranno di voi se avranno avuto la fortuna di nascere in un Paese ricco! Vi malediranno se saranno nati in un Paese povero!

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